Tocco da Casauria

(m 356 s.l.m. – 42° 13’ N – 13° 55’ E) 

Tocco da Casauria (Tuòcche in dialetto locale), comune italiano di 2.724 abitanti in provincia di Pescara, esteso su una collina, tra la Valle della Pescara e la Valle dell’Arollo, con sullo sfondo Maiella e Morrone, sovrastante la Tiburtina Valeria, all’imbocco delle cosiddette Gole di Popoli per chi vi giunge da Chieti o Pescara, da cui dista 40 chilometri.

Tocco da Casauria (il nome Casauria è stato aggiunto con Regio Decreto 22.1.1863 n. 1140), ritenuta una antica stazione di posta di epoca romana (nei pressi di un tempio detto Casauria luogo di prostituzione sacra) viene citato in documenti medioevali, nell’anno 872, nel 967, nel Catalogus Baronum (1150- 1168). E nel XII secolo si è sviluppato l’abitato intorno alla chiesa di Sant’Eustachio ed al castello, divenuto importante per la posizione strategica a difesa del territorio tra le Gole di Popoli e la vallata.

Tre le emergenze monumentali e di interesse storico artistico meritano un cenno: il castello, fatto erigere da Federico II tra il 1187 e il 1220, fu distrutto dal terremoto del 1456 e ricostruito, senza fossato, in stile rinascimentale a forma rettangolare con quattro torri quadrate agli angoli e cortile interno. Vi era stata ricavata una prigione, con ampie volte a crociera,  nel luogo più orribile, dove non giunge mai la luce del sole. E’ stato di proprietà della famiglia Scali-Caracciolo di Scafa ed attualmente è di proprietà del Comune che lo ha in parte recuperato.

Quindi la chiesa di Sant’Eustachio martire, Patrono del paese, costruita nel XII secolo, con interno a tre navate, è stata in parte distrutta dal terremoto del 1706, ma subito ricostruita. Nella facciata si possono ammirare due artistici altorilievi del 1500. Sono in corso lavori di consolidamento e restauro. La chiesa della Madonna delle Grazie, fondata nel 1480 circa dalla Confraternita omonima, che presenta sulla facciata un rosone a traforo d epoca rinascimentale con reminiscenze gotiche e un portale rettangolare delimitato da lesene.

Poco fuori dall’abitato si trova Convento francescano dell'Osservanza "Santa Maria del Paradiso", costruito alle falde del Monte Rotondo nel 1470 grazie ai fondi raccolti dai toccolani che poi lo hanno donato ai Frati Minori. Al Convento, che presenta un portico di due ordini d’archi sfalsati e un chiostro rettangolare con affreschi è affiancata una chiesa di stile gotico rinascimentale con rifacimenti in stile barocco, a due navate, che conserva opere d’arte di particolare suggestione. I corridoi intorno al chiostro sono a volte a crociera e nelle lunette delle pareti laterali si ammirano fregi e dipinti ispirati alla vita della Madonna e di Gesù con intercalate immagini di santi martiri francescani, Sulla parte esposta al sole del loggiato superiore è collocata un’antica meridiana con la scritta in latino: “Transeunt Omnes – Ultima Necat” (le ore passano tutte, l’ultima uccide)..

Da non trascurare la Chiesa di San Domenico, in un primo momento intitolata a San Francesco, perché costruita, ad una sola navata in sobrio stile barocco, dai frati francescani che vi sono rimasti fino al 1653. Ha un portale del 1595, la volta a botte con lunettoni sulle finestre laterali una cupola sulla campata centrale del transetto e pregevoli stalli in legno intagliato dietro l’altare maggiore.

Tra gli edifici civili si distingue Palazzo Toro, fatto costruire da Enrico Toro nella metà del 1800 e completato nel 1870 per la residenza della famiglia e per ospitare la fabbrica della Centerba (inventata dal farmacista Beniamino Toro come medicamento, distillando varie erbe della Maiella ma divenuto uno dei liquore di più diffuso consumo dal 1817 e  che dalla famiglia ha preso il nome. Il palazzo ancora in possesso della famiglia Toro, arredato in stile ottocento napoletano e che fa bella mostra di sé a metà del corso principale del paese. è costituito da due piani a pianta rettangolare e presenta sale affrescate dal giovane pittore Francesco Paolo Michetti, nato in una casa ora trasformata in Museo, con grottesche e vari elementi decorativi.

A Tocco si sono trasferiti i Baroni Bonanni d'Ocre, dopo il matrimonio del 1881 di Cedino con Lucia Filomusi Lanciotti. Vi conservano una cantina del XV secolo e due cappelle dove, fra gli altri, riposano lo stesso Cedino Bonanni d'Ocre, Maria Bonanni d'Ocre, Maria Bonanni d'Ocre, Cecilia Bonanni d'Ocre, Vincenzo Bonanni d'Ocre, Eugenia Bonanni d'Ocre, Gaetano Bonanni d'Ocre e Luigi Bonanni d'Ocre.

A Tocco da Casauria sono nati: Francesco Filomusi Guelfi (Tocco da Casauria, 21 novembre 1842 – Tocco da Casauria,22 ottobre 1922), docente e politico; Gennaro Manna (Tocco da Casauria, 1922 – Roma, 11 aprile 1990), scrittore e poeta; Francesco Paolo Michetti (Tocco da Casauria, 4 agosto 1851 – Francavilla al Mare, 5 marzo 1929), pittore e fotografo; Sandro Sticca (Tocco da Casauria), professore universitario e scrittore di saggi storici; Domenico Stromei (Tocco da Casauria, 28 novembre 1810 - 3 maggio 1883), poeta.

Il paese è stato tra i primi, in Italia, ad ottenere dall’Unione Europea il riconoscimento ufficiale della denominazione di origine protetta dell’olio di oliva extravergine “Aprutino Pescarese”   prodotto da olivo autoctono chiamato “Toccolano”. Vanta anche vini di grande qualità delle cantine Filomusi Guelfi, Terzini ecc

La posizione geografica di Tocco all’imbocco delle Gole di Popoli dove si verifica il fenomeno denominato “marea aerea” con un vento che soffia per 36 ore in una stesa direzione poi nell’altra  ha favorito la scelta di Tocco da Casauria nel 1989 dalla Comunità Europea per l’installazione di due aerogeneratori per la produzione di energia elettrica eolica. Essendo risultati troppo rumorosi e poco produttivi, con un altro progetto europeo le due pale poco efficienti, sono state sostituite, nel 2007, da 4 aerogeneratori di ultimo tipo che consentono al Comune un guadagno tale da consentire l’abolizione delle imposte comunali.

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate resistono quelle artigianali, come l'arte del ricamo, del merletto, del tombolo e la lavorazione del ferro battuto.

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