Scafa

(m 108 s.l.m. – 42° 16’ N – 14° 01’ E)

Comune della provincia di Pescara di circa 3.800 abitanti, in un insediamento che si è sviluppato nel luogo in cui il fiume Pescara veniva attraversato per mezzo di un traghetto (la scafa” che nei secoli 17° e 18° è passato ad indicare qualsiasi imbarcazione militare o mercantile, utilizzata per al navigazione fluviale o marittima), che ha dato il nome al paese, fino al 1948 frazione del Comune di San Valentino in Abruzzo Citeriore. Gli studiosi ritengono che la denominazione possa derivare dal termine latino “scapha” (che si richiama al termine greco “skaphe” ‘conca’), attestato in documenti di epoca medievale nel senso di “fossa”, “condotta”, con la spiegazione finale dell’etimologia come “luogo dove si raccolgono le acque”, per il fatto che in corrispondenza dell’abitato confluiscono le acque della Pescara, del Lavino e di vari altri fossi e ruscelli.

Comprende le frazioni di Decontra, Piano d'Orta, Collemulino, Colli, Colli Mampioppo, Colli Superiori, Marulli-Solcano, Pianapuccia, Tornaturo. L’importanza del paese, dal punto di vista economico, è legato alla presenza di uno stabilimento per la lavorazione del bitume e perla produzione di cemento con pietre rocciose prelevate dalla Maiella e trasportate allo stabilimento con una teleferica che attraversava varie vali e la Tiburtina Valeria, adiacente al grosso stabilimento. Le ultime vicende di crisi economica hanno trasformato lo stabilimento, nonostante fosse stato ristrutturato e munito di tutti gli apparati necessari ad eliminare le emissioni inquinanti e le polveri, in un  magazzino di smistamento del cemento, proveniente da altri stabilimenti del Gruppo Italcementi, in un clima di grande tensione  e proteste per l’ingiustificata chiusura avvenuta nel 2015. Questi i numeri dello stabilimento di Scafa del bacino che comprende Manoppello, Lettomanoppello, Turrivalignani, Abbateggio, San Valentino in Abruzzo Citeriore e Roccamorice): 55.000 metri quadrati di estensione della cementeria; 67 dipendenti tra tecnici, impiegati e operai; 200 persone dell’indotto coinvolte nelle attività della cementeria; 330.000 tonnellate di capacità produttiva di clinker in un anno; 420.000 tonnellate di capacità produttiva di cemento in un anno; una  linea di cottura; 5 molini; 37 filtri a tessuto per il contenimento delle polveri; 26 elevatori; 890 motori; 1 capannone materie prime e clinker; 24 sili e serbatoi; 300.000 api per il monitoraggio biologico.

Le risorse della zona sono costituite dall’ambiente naturale che comprende l’Oasi del Lago di Alanno – Piano d’Orta, in corrispondenza di una delle tre dighe sulla Pescara, ma soprattutto dal Parco delle Sorgenti del Lavino, caratterizzato da acque solfuree, che oltre ad un’area di accoglienza già avviata, ma purtroppo non curata adeguatamente, potrebbe favorire un centro di cure termali, collegato a Caramanico Terme e a Popoli.

Tra le emergenze monumentali la chiesa parrocchiale della Madonna del Carmelo, che presenta una facciata rustica a pietrame vario su cui spicca un portale in laterizio a tre fasce digradanti, con lunetta nella quale è collocato un pannello in ceramica con decorazioni simboliche riferite alla Madonna con le anime del Purgatorio. A sinistra della facciata a coronamento tragolo con nel timpano un grande pannello in ceramica della vergine con Bambino e anime del Purgatorio e sulla sinistra una torre campanaria a parallelepipedi sovrapposti e piramide terminale. L’interna è ad una sola navata semplice.    

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Contatto per informazioni turistiche

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www.parcolavino.it/index.php/la-storia