Ortona dei Marsi

(m 1003 s.l.m. – 41° 59’ 54” N – 13° 43’ 44” E) 

Il Comune di Ortona dei Marsi (L’Aquila), che conta circa 550 abitanti, è posto su uno sperone  della Valle del Giovenco, fiume che nasce dal Monte Pietra Gentile. Si divide poi in tre rami: uno sfocia nei canali della piana del Fucino, gli altri due vanno a finire, tramite un inghiottitoio, nel fiume Liri, nella Valle Roveto. La denominazione Ortona viene ritenuto un attributo di terre affacciate ai fiumi o elevate e fatto risalire ai termini  accadici “arittum“ nel significato di "declivio, tragitto in giù, discesa, pendìo, perpendicolare, dritto "ed “enu” " fiume, sorgente. Il paese viene ritenuto una delle porte d’accesso al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM).

La sua storia è legata all’antica fortezza di Milionia (o Milonia), dove nel 294 a.C. trovarono rifugio, nel corso della Terza guerra Sannitica, per sfuggire alle armate romane al comando dei consoli Lucio Postumio e Marco Attilio Regolo, che riuscirono a conquistare la città. In questo territorio si affermò la Gens Poppedia, tra cui emerse Quinto Poppedio Silone, noto per essere diventato comandante dei popoli italici riuniti nella Lega di Corfinio nelle guerra sociale del 91-88 a.C. per ottenere il riconoscimento “cives romanus”.Nell’Aia dei Musei di Avezzano è conservata una lapide con sepolture femminili, che si ritengono moglie figlia di Silone. Lo scrittore Secondino Tranquilli (1900-1978) proprio da questo personaggio ha derivato il suo pseudonimo il nome ufficiale di Ignazio Silone.

Il papa Pasquale II, in una bolla del 1115 ed il papa Clemente III, in un’altra del 1185,  fanno menzione di una chiesa intitolata a Sancti Quirici in Melogne, probabile alterazione linguistica del toponimo antico Milionia. Negli stessi documenti papali sono nominate le chiese di Sant’Abbondio,  San Giovanni Battista e di Sant’Onofrio, intorno alla quale e alla torre feudale, che domina il cole, si è sviluppato l’insediamento. Ortona dei Marsi, nel 1187, risulta possesso feudale del conte Rainaldo di Celano sulla base di un’indagine fatta svolgere da Guglielmo II il Buono re di Napoli.

Circa trecento anni dopo, nel 1454 era Alfonso d’Aragona, re di Napoli a insignire Gianpaolo Cantelmo del titolo di conte dei castelli di Ortona e Carrito. Contea che nel 1579 veniva acquistata da Fabio degli Afflitti di Alfedena. Il vescovo di Pescina, Matteo Colli, nel 1594, parlando in una sua visita pastorale della chiesa di San Giovani Battista di Ortona , elevata a Collegiata, riferisce che nelle aree di montagna erano presenti numerose bande violenti composta di briganti che impedivano il passaggio. Altro cambio di proprietà nel 1602 quando la contea veniva acquistata all’asta da Giovanni Fibbioni dell’Aquila, che la rivendeva immediatamente a Francesco Paolini di Magliano dei Marsi, in una condizione di grande miseria di tutte le parrocchie, in particolare nella Valle del Giovenco, o come lamentato nelle relazioni dei vescovi di Pescina, fino alla decisione dle vescovo Lorenzo Massimi del 1639 di unire benefici e redite di tutte le parrocchie rurali sotto la Collegiata di San Giovanni Battista, poi riconosciuta il 29 ottobre 1734 dal Vescovo Giuseppe Baroni. Situazione resa ancor più tragica dalla peste del 1656 che costò la vita a 4.080 persone nel territorio, ma da cui la popolazione di Ortona rimase quasi immune. La stessa popolazione nel 1756 presentò una supplica al Papa per poter prelevare le reliquie di un santo martire nelle catacombe romane di San Sebastiano, supplica esaudita dal pontefice Clemente XIII e così il 19 settembre 1759 furono trasferite ad Ortona le reliquie di San Generoso martire, all’epoca di Diocleziano.

Il secolo XVIII a causa di ripetute calamità naturali vide molti abitanti di Ortona costretti raggiungere Frascati e Marino nel Castelli Romani per lavorarvi come braccianti stagionali, migliorando le condizioni economiche, che portarono ad una aumento degli abitanti: da 1178 degli inizi del secolo XIX a 2.214 nel 1866, e a 3.436 nel 1874 nel paese compresa la frazione di Aschi, la quale, però chiede nel 1887 di essere aggregata a Gioia de Marsi, ma senza esito. Risale al 1888 la decisione del Comune di commissionare la fontana di piazza San Giovanni (costo lire 23.330). Il 10 ottobre 1908 con l’inaugurazione della centrale elettrica, poi non più usata, fu tra le prime località italiane a usufruire di tale energia. Poche i danni e le vittime nel territorio di Avezzano del 13 gennaio 1915. Significative le scuole rurali costruite tra il 1930 ed il 1939, finite tutte abbandonate a causa dello spopolamento del II dopoguerra; e nel 1948 l’asilo delle Suore Apostole del Sacro Cuore che ha funzionato fino al 1975.

Tre le emergenze monumentali figurano: la Collegiata di San Giovanni Battista, costruita senza fondamenta sulla roccia viva, come gran parte del paese, e che viene fatta risalire al XIV secolo, dato che la campana grande porta la data di fusione 1342. Tra il 1485 e il 1500 vi vennero eseguiti alcuni affreschi alle colonne delle navate; il bel portale è stato eseguito nel 1735 dal maestro Berardino Melone della Torre di Alfedena, mentre l'intera facciata è stata restaurata nel 2001. Nel 1916 è stato rifatto il tetto, rovinato dal terremoto di Avezzano, e nel 1947 è stato eretto l'altare di San Generoso Martire, che ospita la reliquie del santo. Qui nella notte tra il 13 ed il 14 settembre 2000 è stato compiuto un furto sacrilego del valore di 400 milioni di lire per la sparizione di tele settecentesche, parti di sculture e i bambinelli delle statue e i cui responsabili non sono stati individuati. La chiesa di Sant'Onofrio, la più antica del paese, che viene fatta risalire al XII secolo; più volte crollata e ricostruita, è stata rifatta nel 1940. La chiesa di Sant'Antonio Abate, eretta nel XVIII secolo forse nel sito dell'antica chiesa di Sant'Abbondio: fino a qualche anno fa vi veniva celebrata la benedizione degli asini, scena descritta da Ignazio Silone nel racconto Il seme sotto la neve, senza però fare riferimento ad Ortona; nel 1789 vi è stato costituito un altare privilegiatum della famiglia Maggi.

Sono da ricordare le chiese non più esistenti: Sant'Abbondio in Fundo Magno, citata dalla bolla di papa Clemente III, sita nella frazione rurale di Fundus Magnus, caduta in abbandono senza altre menzioni; Santa Maria di Loreto: citata da Clemente III extra moenia terrae Hortonae ad Marsos erecta in fundo Paschalis Tomei loco nuncupata la Portella cum campanili, caemeterio fonte baptismi aliisque officinis opportunis, caduta anch'essa in disuso; Sant'Angelo: citata in un istrumento del 1587, come possesso del seminario diocesano di Pescina; Santa Maria delle Grazie: situata all'ingresso di Ortona, nel luogo dove oggi è il piazzale col monumento ai Caduti, lesionata gravemente dal terremoto del 1915 e spianata al suolo; nel 1748 era stato approvato il regolamento della Confraternita del Gonfalone o delle Grazie, che aveva sede in questo luogo di culto. Altre chiese sono ricordate nelle frazioni di Aschi Alto, Carrito, Cesoli e Sulla Villa.

Tra gli edifici civili è da citare la Torre feudale circolare, che sorge sulla sommità del colle di Ortona e risale al XIII secolo; rappresenta il punto focale della fortificazione del borgo in cui ci sono i ruderi del castello e della cinta muraria che dominava l'abitato. Si presenta in buono stato di conservazione, ed è circondata da antiche murature appartenenti alla cerchia muraria. È situata nel quartiere più antico del borgo, detto di Sant'Onofrio. In fondo a Via Melonia, , nel cuore del centro storico si trova il palazzo signorile di San Pasquale.

Di particolare interesse i resti e le pietre megalitiche di Milonia, nei pressi di Rivoli dei Marsi e degli insediamenti fortificati localizzati in diverse alture del territorio comunale come il "Castello dei Leoni", in località Aia di Castiglione e i ruderi del castello di Carrito.

Da segnalare poi nel patrimonio ambientale iI sentieri che conducono all'area del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise attraverso Bisegna e San Sebastiano dei Marsi e quelli che ad est conducono alla Riserva naturale guidata Monte Genzana e Alto Gizio; il sentiero delle fonti di Carrito che ripercorre le vecchie mulattiere del territorio raggiungendo i numerosi fontanili della frazione, tra cui Fonte Majora; il percorso ciclo pedonale lungo il fiume Giovenco.

Eventi e manifestazioni nel corso dell’anno: Festa di Sant'Antonio Abate: si celebra il 17 gennaio, presso l'omonima chiesa del borgo antico di Ortona dove si svolge la benedizione degli animali, e si tiene anche la Sagra della salsiccia; Festa di San Generoso Martire: festa patronale celebrata da 4 secoli l'8 maggio, con processione per le vie del borgo della grande statua del santo martire; Festa di Sant'Onofrio: festeggiata il secondo o terzo sabato di luglio, nella chiesa dedicata al santo; Festa della Madonna di Sulla Villa: si celebra il 14 ed il 15 agosto, presso il Santuario di Sulla Villa; la novena invece inizia il 5 agosto; Festa dell'Anziano: ricorre il 12 agosto, e sono festeggiati i "nonni" ortonesi; Festa di Sant'Antonio di Padova: si festeggia il 6 settembre; Festa di San Rocco: si festeggia il 7 settembre; Festa della Madonna delle Grazie: si festeggia l'8 settembre; Ottobre: mostra - mercato delle mele, del miele e dei prodotti tipici della Valle del Giovenco intitolata "Milonia: tra mele, miele ed...orsi".

Da visitare il "Centro verde" del parco nazionale d'Abruzzo è ospitato nei locali dell'ex edificio scolastico, posto alle porte del paese. La struttura recuperata d'intesa con l'ente parco, ospita il centro visita, dedicato alla flora e alla fauna, ed il museo naturalistico.

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Contatto per informazioni turistiche (telefono + email)

www.comune.ortona.aq.it