Report seconda edizione Cammino del Volto Santo - Anno 2016

Report Seconda edizione Cammino del Volto Santo – Anno 2016

Al termine della seconda edizione del Cammino del Volto Santo, da Roma a Manoppello, tracciamo un breve bilancio dell’esperienza di cammino di quest’anno, anche alla luce degli incontri e dei momenti di dibattito e di riflessione sul turismo slow dei Cammini che ci hanno visti protagonisti in questi primi mesi del 2016.

E’ stata un’edizione fatta di conferme ma soprattutto di novità e sorprese.

Una importante novità è stato l’avvio della collaborazione con gli organismi territoriali responsabili della gestione e valorizzazione delle risorse naturali, in particolare con la Regione Abruzzo – Assessorato ai Parchi guidato dall’assessore dr. Donato di Matteo, per promuovere e realizzare programmi nazionali e comunitari per la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale, dell’ambiente e dei parchi regionali. Una collaborazione fortemente auspicata dall’Associazione Temporanea di Scopo Cammino del Volto Santo,. che ha l’’obiettivo di coordinare il contributo di tutti alla riuscita del progetto e promuoverlo nel modo più efficace per farne un Cammino Europeo conosciuto e attraversato da viandanti e pellegrini di tutto il mondo. Il Cammino del Volto Santo attraversa Comuni spesso piccoli e piccolissimi, di poche centinaia di abitanti, che nel Turismo di qualità vedono una importante risorsa per la rivitalizzazione di un entroterra regionale la cui marginalità, da motivo di povertà e spopolamento, può essere convertita in ricchezza, in quanto ha favorito fino ad ora la conservazione dei caratteri  naturali e delle identità culturali locali che oggi sono un valore sempre più ricercato soprattutto nell’ambito di un turismo qualificato.

Altra importante novità, l’annuncio dell’Anno Nazionale dei Cammini da parte del Ministro dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, evento che contribuisce alla costruzione, partecipata con i territori, della Strategia del Turismo in Italia, nella quale il tema dei Cammini, per volontà del Ministro e del Direttore Generale del Turismo, è stato inserito nel documento preparatorio condiviso con le Regioni. Un passaggio molto importante che può attivare, attraverso la rinnovata attenzione delle Regioni alla promozione di questo settore, l’elaborazione di norme specifiche di incentivo all’ospitalità low cost e risorse finanziare mirate all’ottimizzazione della realizzazione e gestione degli itinerari. La presenza del dr. Paolo Piacentini del MiBACT alla conferenza regionale di presentazione della seconda edizione del Cammino del Volto Santo tenutasi il 14 aprile 2016, è stato il segno tangibile dell’interesse del Ministero per il nostro progetto, che avrà uno spazio nel FESTIVAL che per la prima volta riunirà tutti i soggetti interessati nella promozione e valorizzazione dei percorsi “slow” e nell’ ATLANTE DEI CAMMINI D’ITALIA che tenterà di mettere a sistema i progetti più significativi di livello europeo, nazionale e regionale e che abbiano le caratteristiche di effettiva fruizione nei territori interessati.

L’importanza del camminare lento del pellegrino nella promozione del turismo di impronta spirituale è testimoniato anche, nella conferenza di presentazione della seconda edizione del cammino, dal dr. Pietro Antonelli delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi, che sottolinea il grande valore di una iniziativa come il Cammino del Volto Santo, in grado di creare una coalizione di ben 33 Municipi di due Regioni, una alleanza che porta in sé un altissimo potenziale di sviluppo per il progetto e per i territori che abbraccia.

Si è confermato e rafforzato il sostegno da parte delle Diocesi di Chieti-Vasto, Sulmona-Valva e Tivoli che aderiscono al progetto del Cammino col loro patrocinio morale, un sostegno che si è tradotto nell’accoglienza che abbiamo trovato in tutte le chiese parrocchiali incontrate lungo il percorso, dove i parroci hanno salutato e benedetto i pellegrini di passaggio, testimoniando l’accoglienza con l’apposizione del timbro sulla credenziale, novità importante introdotta quest’anno, un vero e proprio “passaporto” del pellegrino, rilasciato dal Rettore della Basilica del Volto Santo di Manoppello e consegnata a coloro i quali decidono di intraprendere il cammino 'devotionis causa'. La credenziale distingue il pellegrino del Cammino del Volto Santo da ogni altro viaggiatore, viene timbrata nei luoghi di sosta, e, all'arrivo, consente di ricevere la pergamena della Basilica del Volto Santo, che attesta l'avvenuto pellegrinaggio con spirito di devozione, ma solo per chi dimostra di aver percorso a piedi, a cavallo o in bicicletta gli ultimi 100 Km del pellegrinaggio.

Conferme e rafforzato impegno anche da parte dei 33 Comuni fra Lazio e Abruzzo che hanno costituito l’Associazione Temporanea di Scopo “Cammino del Volto Santo”. Questa partecipazione civile a un progetto di ampio respiro e che va oltre i confini del campanile è il segnale forte di una comune volontà di tutela, salvaguardia e valorizzazione del ricchissimo patrimonio materiale e immateriale del quale sono custodi. Il sostegno al progetto di promozione e sviluppo territoriale rappresentato dal Cammino del Volto Santo da parte delle comunità locali e dei Municipi attraversati, si è manifestato in modi diversi, ma sempre all’insegna dell’accoglienza e dell’orgoglio di poter far conoscere la bellezza dei propri luoghi e delle proprie tradizioni.

Si è confermato l’interesse generale e mediatico per il Cammino del Volto Santo come evento che accende i riflettori su territori spesso dimenticati e trascurati, popolati sempre meno e purtroppo difficili da vivere per chi li abita. Paesaggi, paesi e persone di straordinaria bellezza, che conservano ostinatamente un immenso patrimonio di beni materiali e immateriali che giustamente possono essere definiti come un grande Museo all’aperto.

Ma attraversando a piedi 300 chilometri fra il Lazio e l’Abruzzo interni, noi abbiamo incontrato diverse accezioni di Museo, sia quella negativa di luogo della conservazione di cose dimenticate d’altri tempi e private di un valore d’attualità, sia quella positiva di luogo contemporaneo e vivo, che espone e rende accessibile la conoscenza del proprio patrimonio e ne fa cultura viva.

Il salto di qualità nella fruibilità e nella possibilità di godimento vero delle bellezze dei nostri territori dipende sempre dalle persone,  dalla popolazione locale, che con la sua partecipazione attiva può diventare stimolo alla ricerca, alla conservazione e alla valorizzazione di beni naturali e culturali, dei modi di vita, dei paesaggi, delle tradizioni.  Il passaggio di viaggiatori a piedi, in bicicletta o a cavallo in questo senso è prezioso, come una sorta di cartina di tornasole della qualità, cura e vivibilità dei territori, contribuisce a evidenziare le eccellenze ma anche a monitorare e segnalare le problematiche piccole e grandi che li affliggono.

Per esempio, nella mappatura del Cammino abbiamo incontrato grossi problemi in alcune zone della periferia romana quando dalla capitale siamo diretti verso Guidonia e Tivoli, problemi che si manifestano con l’impossibilità di attraversare fisicamente una campagna romana punteggiata in più tratti di ostacoli rappresentati da una viabilità invadente e dalla proliferazione di attività commerciali e industriali private che non lasciano nessuna via di transito al camminatore e fanno scempio della storia che vedeva passare di qui una delle principali strade consolari romane: la Tiburtina Valeria. Purtroppo dell’antica strada rimangono poche emergenze archeologiche, ma di fatto la rotta del Cammino del Volto Santo ripercorre in molti tratti, attraverso sentieri, mulattiere e carrarecce, quella strada che ha segnato la storia del controllo economico e politico di Roma sulle comunità italiche, portando sì conflitti ma anche la nascita di tanti insediamenti e lo sviluppo delle comunità locali, creando economia, movimento di persone e merci.

Parlando di ferite nel territorio, in Abruzzo incontriamo molti piccoli Comuni nell’area del cratere del disastroso sisma del 2009, che hanno ancora monumenti storici, chiese, castelli, pregevoli architetture civili gravemente lese, con cantieri di restauro aperti e lavori in corso di esecuzione o con difficoltà a reperire i fondi per il recupero.

Le belle sorprese lungo il percorso tuttavia sono tantissime, quando in villaggi davvero minuscoli, abitati d’inverno da poche decine di persone, si scoprono veri e propri gioielli dell’architettura medievale o rinascimentale, tracce di un passato glorioso, ricco, in cui le grandi famiglie nobiliari, dagli Orsini ai Colonna ai Piccolomini, investivano questi luoghi di un valore oggi non più riconosciuto. Ricchezze dovute alle rotte della pastorizia e dei commerci, che nei secoli hanno mutato tracciato, attraversando sempre più velocemente questi territori, svuotandoli di vita, di persone, di senso.

Ciò che più di tutto meraviglia è soprattutto il calore dell’accoglienza delle persone che incontriamo nel Cammino.

 -1° tappa -

1° tappa, martedì 3 maggio, il Cammino è appena iniziato, il gruppo si è appena incontrato in Piazza San Pietro ed entriamo uniti nella Basilica : è il cappellano del Papa ad accoglierci, con una speciale benedizione di fronte all’altare della Confessione. Un momento di densa emozione che ci fa sentire tutta l’unicità dell’esperienza che stiamo per affrontare. La prima sosta del percorso è un breve rito di benedizione presso la vicina Chiesa di Santo Spirito in Sassia, dove l’ostensione della Veronica nel 1300 diede avvio al primo Giubileo della storia. Usciamo dal Vaticano, ci accompagna una splendida giornata di sole nell’esplorazione in cammino delle straordinarie bellezze della Capitale. A fine giornata giungiamo nel piccolo Ranch sul fiume Aniene dove passeremo la prima notte e siamo sorpresi dall’ospitalità straordinaria che i gestori della struttura ci hanno riservato: un grande barbecue è acceso e ci da il benvenuto la musica di uno autentico stornellatore trasteverino doc, che canta le canzoni storiche della tradizione romana coinvolgendo nel canto e nel ballo anche noi, che nonostante la stanchezza non resistiamo al coinvolgente spettacolo.

 -2° tappa -

2° tappa, mercoledì 4 maggio, ci incamminiamo verso Setteville di Guidonia, dove in una nuovissima chiesa fresca e accogliente, che custodisce un tratto dell’antica via Cornicolana e l’annesso museo, ci attende un delegato del parroco, giovane e conoscitore del Volto Santo di Manoppello, scopriamo che è stato allievo all’Università Gregoriana di Pafre Pfeiffer, uno dei maggiori studiosi mondiali del Volto Santo. Il folto gruppo di camminatori e camminatrici appassionati di nordik walking  di Tivoli ci viene incontro portandoci ristoro per il pranzo e accompagnandoci nel cammino fino alla loro città, dove ci accoglie una piazza gremita di famiglie incuriosite dall’arrivo dei pellegrini a piedi e a cavallo. Poco dopo, nella palestra comunale dove l’amministrazione ci ha preparato la sistemazione per la notte preoccupandosi di risistemare le docce perché ci sia acqua calda per tutti, veniamo sorpresi dalla visita del tutto informale del Vescovo di Tivoli Parmeggiani che viene a salutarci, ci fa tante domande sulle motivazioni personali del nostro viaggio e benedice con semplice cordialità questa piccola folle impresa.

 -3° tappa -

Giovedì 5 maggio, al mattino, l’assessore alla cultura di Tivoli ci incontra con calda cordialità presso il Municipio e saluta l’avvio della nostra 3° tappa di Cammino. Il gruppo del nordik walking Tivoli è con noi anche oggi assieme ad amici cavalieri di paesi limitrofi. La mattinata si cammina tra sole e nuvole fino a Castel Madama, dove  un giovane assessore ci accoglie facendoci illustrare da un esperto alcune delle emergenze artistiche e architettoniche più importanti del paese, la chiesa parrocchiale e lo splendido castello Orsini, fresco di restauro, dove ci aspetta anche un ottimo buffet. Riprendiamo il cammino dopo il ristoro e c’è pioggia fitta, ma non durerà troppo, quando arriviamo a Vicovaro il cielo si è schiarito, l’accoglienza è calorosa, in occasione del passaggio del Cammino l’amministrazione comunale del paese stringe un Patto di Fratellanza con la città di Manoppello, sottolineando quante cose uniscono due paesi così distanti: la tradizione cattolica benedettina,  la pastorizia, la musica delle zampogne. La serata continua in compagnia del sindaco e degli amministratori, i soci della polisportiva ci preparano una cena con barbecue che consumiamo nei pressi della palestra comunale dove dormiremo.

 -4° tappa -

L’indomani, venerdì 6 maggio, 4° tappa di cammino, sindaco e vicesindaco di Vicovaro ci accompagnano guidandoci nella visita dei recenti lavori di restauro di San Cosimato, splendido complesso conventuale arroccato in modo spettacolare sulle rive del fiume Aniene, il corso d’acqua che ha visto svolgersi qui alcune delle vicende della vita di San Benedetto e che ci accompagna in buona parte del cammino in terra laziale. Oggi cammineremo sul confine fra Lazio e Abruzzo e incontriamo per primo il piccolo borgo di Riofreddo, dove l’accoglienza genuina ci fa sentire a casa, è il sindaco ad accompagnarci nella visita al prezioso Oratorio della Santissima Annunziata e l’assessore ci invita a bere il vino fresco di una piccola cantina privata, per poi gustare un pranzo da gourmet, di autentica cucina locale, in un ristorante del posto.  Ma siamo già in ritardo sulla tabella di marcia e non possiamo restare troppo a lungo, perché ad Arsoli già ci attendono, in piazza, di fronte alla chiesa parrocchiale, dove l’amministrazione municipale e i cittadini ci accolgono con una sobria cerimonia pubblica e il saluto del parroco, le signore anziane baciano con devozione il piccolo vessillo del Volto Santo portato dai pellegrini, la proloco ci offre dolci e caffè. Giungiamo alle porte di Carsoli nel tardo pomeriggio e ci fermiamo per la notte presso il Convento francescano, dove le giovani suore ci accolgono in questa struttura di eccezionale bellezza col sorriso, preparandoci una buona cena e facendoci dormire per la prima volta da quando siamo partiti in camere con un vero letto, bagno e tutti i comfort.

 -5° tappa -

Il mattino di sabato 7 maggio, la 5° tappa inizia con la prima colazione e la messa nella cappella del Convento. E’ un momento di raccoglimento accompagnato dal canto davvero angelico delle suore, che al termine ci salutano con un sorriso che porteremo con noi a lungo. Presso il municipio di Carsoli, nostra porta di ingresso in Abruzzo, la giovane Sindaca e il parroco ci accolgono con grande cordialità e offrendoci una ricchissima prima colazione con dolci e caffè, ma è solo l’inizio di una giornata fitta di incontri. In piazza all’avvio della tappa si uniscono nuovi partecipanti e incontriamo il primo equipaggio della Croce Rossa Italiana, importante partner del Cammino, che ci accompagnerà per tutto il percorso fino all’arrivo, con l’alternarsi degli equipaggi delle diverse delegazioni comunali. A Colli di Montebove, piccola frazione di Carsoli, ci accoglie tutta la comunità guidata da un energico e intraprendente priore che ha ottenuto con l’appoggio di tutti gli abitanti del posto che i proventi degli usi civici locali vengano investiti nel restauro di un bellissimo affresco della chiesa di San Berardo e per fare dei saggi con i quali si è scoperto che, sotto gli intonaci, tutta la chiesa è interamente affrescata ma chissà quando sarà possibile trovare i fondi per riportare tutto alla luce… e intanto mani esperte cucinano per noi un pranzo da re, con tanto di squisito dolce finale. Torniamo a camminare, si sale verso il Valico di Montebove per giungere a Roccacerro (frazione di Tagliacozzo) dove ci aspetta tutta la contrada attorno a una tavola apparecchiata in piazza con ogni possibile tipo di rustico, dolce e l’eccezionale genziana fatta in casa dai pochi ma tenaci e orgogliosi abitanti del posto. Facciamo proprio fatica ad andarcene incantati dal paesaggio che si apre sullo splendore dei monti Sirente, Velino, e Cafornia, l’aria fine e il calore di persone che ci abbracciano come fossimo vecchi amici. Purtroppo siamo già molto in ritardo sulla tabella di marcia e dobbiamo riprendere il cammino, così ci vengono preparate delle sportine con i dolci che non abbiamo consumato perché possiamo mangiarli all’indomani per la prima colazione. Il cammino di sera è sorpreso dalla pioggia e l’arrivo ormai quasi al buio presso il campo scout dove dormiremo è faticoso, ma la cena è ugualmente chiassosa e allietata dalla visita del Sindaco di Scurcola Marsicana che ci attende all’indomani nel suo Comune e da un gruppo di amici di Roccacerro che viene a offrirci il bicchiere della staffa.

 -6° tappa -

Il giorno successivo, 8 maggio e 6° tappa del Cammino, è domenica e a Tagliacozzo, nella bella piazza dell’obelisco, ci raggiunge un folto gruppo di camminatori che farà con noi tutta la tappa. Il parroco ci attende per la benedizione presso la chiesa parrocchiale, timbriamo la credenziale e partiamo in una giornata fresca e assolata, perfetta per camminare. Giungiamo a Scurcola Marsicana, dove ci sentiamo di casa per la fraterna accoglienza che sempre ci viene riservata ed è il sindaco stesso che ci guida nella parte storica del paese, fin su al castello Orsini oggetto di alcuni lavori di restauro ce ci permettono di salire in alto e osservare da una postazione privilegiata l’altopiano della Marsica, col paesaggio che si estende dai Piani Palentini ai monti Carseolani.  Un sobrio pranzo e ripartiamo alla volta di Massa d’Albe, verso Alba Fucens, dove restiamo incantati dallo spettacolo della città romana ai piedi dell’imponente monte Velino, mentre un rappresentante della Soprintendenza Archeologica ci guida attraverso i resti archeologici perfettamente conservati, narrandoci delle vicende di questa colonia fedele a Roma dalle guerre puniche a quelle contro Macedoni e Averni, di spettacolari naumachie sul lago fucino e della strenua resistenza agli attacchi della agguerrita tribù degli Equi. Di qui, ancora qualche chilometro e la giornata termina con una grigliata serale presso il rifugio che ci ospita ai piedi dei monte Velino, un luogo di straordinaria pace e bellezza, popolato di cavalli e mansuete mucche che liberamente pascolano intorno a noi.

 -7° tappa -

L’indomani, lunedì 9 maggio, 7° tappa, riprendiamo il cammino attraverso gli splendidi paesaggi del parco Sirente-Velino, a fine mattinata giungiamo a Celano, dove ci aspettano i rappresentanti dell’amministrazione comunale e il parroco per visitare il centro storico dominato dallo splendido e imponente castello. Sostiamo per un pasto di ristoro e ci avviamo nel primo pomeriggio verso Aielli. Anche qui ci attende un’accoglienza calorosa, gli amministratori sono orgogliosi di accompagnarci nella visita del Museo del cielo e osservatorio astronomico " Torre delle Stelle", una struttura unica nel Centro Italia, realizzata all’interno di una torre medievale. risalente al 1300, recentemente restaurata. Infine ci incamminiamo verso la meta della giornata: Cerchio, che ci attende con la sua ospitalità fraterna, la cena è ottima e condividiamo con gioia la tavola con gli amministratori locali, il parroco e gli Alpini che gestiscono l’ostello comunale nel quale passeremo la notte.

 -8° tappa -

Martedì 10 maggio, 8° tappa , lasciamo la Marsica ed entriamo nel tratto più densamente escursionistico del Cammino, siamo nei luoghi della transumanza, i sentieri sono segnati da secoli dal passaggio dei pastori e degli animali e oggi dalla presenza di uno dei parchi eolici più importanti del centro Italia. A Collarmele ci attende una calorosa accoglienza della popolazione e degli amministratori, che qualche giorno prima dell’avvio del Cammino del Volto Santo hanno voluto dedicare un momento di incontro pubblico proprio per approfondire la conoscenza del progetto. Il parroco ci benedice, ricordandoci che ogni cammino porta con sé lo spirito francescano di amore e rispetto della natura. Qui si unisce a noi un piccolo gruppo di nuovi pellegrini e l’abbraccio dei cittadini ci scalda il cuore e ci da la carica per affrontare una tappa che sappiamo essere lunga e difficoltosa. Ci dirigiamo verso Pescina, di cui narrano i celebri romanzi di Silone, ci accolgono con cordialità sindaco e parroco, purtroppo possiamo sostare pochissimo e ci ripromettiamo che la prossima edizione del Cammino dovrà dedicare maggiore tempo a questo storico borgo immerso in una natura rigogliosa di verde e boschi fitti. Riprendiamo il cammino verso Carrito, nel Comune di Ortona dei Marsi, dove il Sindaco ci riceve con tutti gli onori assieme gli abitanti della contrada e consumiamo un ottimo pasto nel piccolo accogliente Chalet a conduzione familiare. Oggi bisogna tirar fuori tutte le proprie energie per tenere il passo e superare i dislivelli che ci portano fino a Forca Caruso, ma lo splendore della natura è un balsamo per ogni fatica. E infine eccoci ridiscendere verso Cocullo, dove ci attende il sindaco e dove possiamo trovare il meritato ristoro e pernottamento presso una piccola struttura agrituristica a conduzione familiare che affaccia sulla la bellezza incontaminata dell’Alta Valle del Sagittario.

 -9° tappa -

Mercoledì 11 maggio, iniziamo la 9° tappa passando di buon mattino ad Anversa degli Abruzzi dove la pioggia fitta non impedisce la cordiale accoglienza del sindaco, dell’amministrazione municipale e del parroco che ci fanno visitare la splendida chiesa parrocchiale. Ci fermiamo a gustare un’ottima pizza pane per la prima colazione e ci inoltriamo nel percorso incantevole che attraversa il giardino botanico della Riserva Naturale delle Gole del Sagittario, procediamo lungo il sentiero lungo il canyon completamente avvolti nel verde e accompagnati dall’armonioso suono dello scorrere delle acque del fiume. Usciti dalla riserva entriamo in un’area d’Abruzzo molto particolare, dove si toccano i tre più importanti Parchi Naturali Abruzzesi: Il Parco Nazionale della Maiella, il Parco Nazionale d'Abruzzo e il Parco Regionale del Velino-Sirente. Il primo centro abitato che incontriamo è Bugnara, un borghetto delizioso, dove ci accolgono gli amministratori e la Proloco ci prepara un fantastico barbecue in piazza. Ormai siamo nella Valle Peligna, dove si snoda il Tratturo, l'antica strada della transumanza che si collegava a Sulmona. Attraversiamo la piccola frazione di Torre dei Nolfi e qui siamo sorpresi dai sorrisi di un’accoglienza diffusa, dove le signore ci aprono le porte di casa per offrirci caffè, dolcetti, liquori. Riprendiamo il cammino con la vista del Morrone che ci accompagna in tutta la sua imponenza, arriviamo a Pratola Peligna nel tardo pomeriggio, dove ci saluta la cittadinanza e il parroco ci accoglie presso il Santuario della Madonna della Libera, raccontandoci del miracolo che ha fatto di questo luogo una meta di pellegrinaggio da parte tanti fedeli. Una semplice cena  e ci sistemiamo per la notte nella Casa del Pellegrino.

 -10° tappa -

Giovedì 12 maggio, la 10° tappa si apre con la pioggia che ci accompagna a sprazzi lungo il cammino fino a Popoli. Qui, prima di entrare in paese, attraversiamo la riserva delle sorgenti del Pescara, un angolo di natura incontaminata, dove l’acqua delle sorgenti ribolle e tutto è verde e fresco e popolato di vita primaverile. Un sorso d’acqua sorgiva e dopo un breve tratto siamo in paese, il mercato all’aperto sta smontando, veniamo accolti nell’oratorio parrocchiale,  dove consumiamo un buon pranzo e ci rinfreschiamo un po’, ci attendono ancora un paio d’ore di cammino per giungere a Bussi sul Tirino dove un giovane assessore ci accoglie con un gruppo di cavalieri che ci scortano dall’ingresso nel territorio comunale fino alla sala consiliare. L’incontro è estremamente interessante, si parla delle vicende che hanno portato Bussi ad essere purtroppo negativamente al centro dell’informazione mediatica su uno dei noti disastri ambientali che hanno funestato il nostro paese, figlio di una industrializzazione pesante, che ha portato tanto lavoro per tutta la regione, ma anche danni pesantissimi al territorio e alla sua reputazione, in una zona che ha la fortuna di avere una straordinaria ricchezza di bellezze naturalistiche e soprattutto di acqua, col fiume Tirino che la attraversa con le sue acque di eccezionale purezza e con la sua incantevole quiete.

E’ importante che il Cammino sia punteggiato da momenti come questo, che ci fanno comprendere come il nostro passaggio sia rilevante per tracciare un segno di evidenza su quanto c’è da proteggere, da valorizzare, da migliorare o da cambiare radicalmente, per fare di queste nostre terre un vero luogo di accoglienza turistica apprezzato in tutto il mondo. I valori in campo sono tanti e alti, sta a noi, alla passione di cittadini e amministratori farne qualcosa di conosciuto fruibile e duraturo. Basterebbe poco per dare un primo segnale importante in questa direzione: un buon lavoro di ripulitura e manutenzione dei sentieri e una segnaletica unitaria concordata da tutti gli amministratori dei territori del Cammino del Volto Santo per favorire il passaggio costante, tutto l’anno, di viaggiatori a piedi, a cavallo o in mountain bike.

La giornata si conclude qui, presso un bel centro di educazione ambientale attrezzato per ospitare turisti appassionati di natura, con una buona cena che si conclude con balli a piedi nudi e stanchi ma mossi inevitabilmente dalle note dixieland che gli amici della Buxie Dixie band vengono a suonare per noi, in questo parte d’Abruzzo che tanti bravi musicisti ha dato e continua a dare alla musica jazz.

 -11° tappa -

Venerdì 13 maggio, l’11° tappa si apre con sprazzi di pioggia alternati al sole, presso l’ostello sul Fiume tirino si unisce a noi un folto gruppo di camminatori e così siamo sempre più numerosi verso la meta finale. Si comincia subito con una bella salita che ci porta verso Pescosansonesco e sulla strada ci fermiamo stupiti dalla commovente accoglienza di una famiglia di contrada Dogli, dove la capostipite, pastora di umanità straordinaria, ci offre ogni possibile prelibatezza che la sapienza enogastronomica di queste terre sa produrre: formaggi, salumi, pane, vino, dolci. Impossibile non trattenersi per gustare questo momento autentico di storia viva, dove capiamo davvero cos’è la tradizionale disposizione alla “hospitalitas” verso il viandante e il pellegrino che è fuori dalla sua casa e viaggia verso un luogo dello spirito.  A malincuore lasciamo questa casa che ci ha colmati di emozioni e dopo un breve percorso giungiamo al Santuario del beato Nunzio Sulprizio, meta anch’esso di tanti pellegrinaggi, dove ci attendono gli amministratori del paese, il parroco e un gruppo di signore che hanno imbandito per noi un buffet meraviglioso. Sorridiamo al pensiero che oggi stiamo consumando più calorie di quelle che bruceremo camminando, ma il Cammino è anche e soprattutto questo: incontri di persone, sguardi, storie e abbracci che si manifestano nel modo più spontaneo con il gesto dell’offerta del ristoro e che non si può non accettare con autentica gratitudine. Ci rimettiamo in cammino scendendo verso Castiglione a Casauria, ormai il sole ci accompagna e fra il verde e le ginestre la discesa è piacevolissima. Un cordiale saluto dagli amministratori di fronte al Municipio, ancora un piccolo assaggio delle speciali ciambelle e del buon vino dolce locali e siamo di nuovo al passo verso la meta di Tocco da Casauria. Qui un appassionato assessore anche membro del locale gruppo dei Folletti del Morrone composto da esperti camminatori e conoscitori del territorio, ci accolgono assieme al parroco e agli Alpini. Attraversiamo insieme le strade del bel centro storico per giungere al convento francescano che ci ospiterà per la notte. Ma la giornata non è ancora terminata : siamo vicini ai luoghi in cui di molti di noi vivono e a cena veniamo raggiunti da tanti amici e dagli amministratori che sostengono il cammino nei paesi limitrofi. Fuori la notte è quasi fredda ma si scalda subito con la musica portata da un amico Dj, si canta, si balla e si fa tardissimo, nonostante sappiamo che l’indomani sarà una giornata faticosa, forse perché la gioia si mescola alla consapevolezza anche un po’ malinconica che ormai siamo vicini all’arrivo.

 -12° tappa -

Sabato 14 maggio, 12° tappa, ultimo giorno di Cammino, la sveglia è di buon’ora perché oggi si uniscono a noi un gran numero di camminatori e camminatrici: Folletti del Morrone, Gruppo Escursionisti Majella e tanti altri che vogliono condividere con noi l’emozione dell’arrivo alla meta dopo 12 giorni di peregrinazione. Il sole ci accompagna dalle prime ore del mattino, ci avviamo che siamo già quasi cento e, come nella favola dei Musicanti di Brema, via via che attraversiamo borghi e contrade altre persone si aggiungono al gruppo. Camminare in così tanti è emozionante ma più faticoso per chi ha già tanti chilometri sui piedi, perché si va più lenti e ci si ferma più spesso per rinfrescarsi, ma è così che si arriva a Bolognano prima e poi a Scafa, dove è una gioia trovare, poco prima dell’ingresso nel paese, una intera contrada che ci attende con un buffet perfettamente allestito sotto la frescura degli alberi. Ci raccontano che l’anno scorso ci hanno visti passare di qui e gli è dispiaciuto essere stati colti impreparati, così quest’anno si sono organizzati per tempo e ci accolgono con tutti gli onori. Il vicesindaco cammina con noi e ci accompagna in paese dove siamo accolti addirittura con i fuochi d’artificio di un entusiasta nonno vigile! Uno dei camminatori che è con noi è un cittadino di Scafa e cogliamo l’occasione per andare con lui a salutare la sua mamma 97enne che ci accoglie in casa, corrono abbracci e qualche lacrima, è un momento di profonda commozione. Riprendiamo il percorso fino all’area di accoglienza e ristoro per il pranzo allestita per noi presso il Parco del fiume Lavino, un  luogo di incantevole bellezza che non sospetteresti mai essere in un paese dove per tanti anni ha dominato la presenza del cementificio e che custodisce invece questo scrigno di natura bellissima e incontaminata. Le organizzazioni non profit che si occupano dell’area protetta fanno del loro meglio per renderla accogliente e farla conoscere, scopriamo che molti dei camminatori che sono con noi non l’avevano mai visitata, eppure è a due passi dalle nostre case. Motivo in più per essere orgogliosi di questa esperienza, che ci ha arricchiti di conoscenza e scoperte che porteremo con noi quando torneremo alla nostra vita di tutti i giorni. Non possiamo fermarci quanto vorremmo, il cammino è ancora lungo e altre persone ci attendono lungo la strada, arriviamo incredibilmente in orario alla chiesetta di San Pietro di Lettomanoppello dove i lettesi, il sindaco e gli amministratori, il parroco, i volontari della locale Proloco e tantissimi amici, turisti, curiosi ci accolgono con tutti gli onori e naturalmente con un altro buffet strepitoso. Ormai non ci contiamo più, siamo tantissimi e ci scorta anche un gruppo di cavalieri dei paesi limitrofi che si uniscono a noi per accompagnarci all’arrivo.

Qualche chilometro in salita ed ecco apparire la Porta Fara di Manoppello, la porta rivolta a Roma dalla quale nel 1506 entrò il pellegrino che portò qui la Veronica. E noi abbiamo ripercorso quella che pensiamo essere stata la sua strada, la sua storia, la sua esperienza straordinaria. E’ commozione autentica l’ingresso a Manoppello, ci attende con un applauso senza fine tutto il paese in festa per il Volto Santo, con la banda, il sindaco, il consigliere con delega al Turismo promotore del progetto e gli amministratori degli altri comuni della ATS Cammino del Volto Santo che hanno voluto raggiungerci qui per festeggiare con noi la conclusione di questa avventura. E’ un abbraccio lunghissimo quello che ci attende per le vie del paese, sostiamo di fronte alla chiesa parrocchiale di San Nicola dove il parroco ci impartisce la sua benedizione e vengono consegnate le preziose xilografie originali dell’artista Vito Giovannelli, riconoscimento della Contea di Manoppello ai coraggiosi che hanno percorso tutti gli oltre 300 chilometri. Proseguiamo per l’incontro con suor Blandina Paschalis Schlömer che ha accompagnato spiritualmente tutto il cammino con la preghiera e ci attende presso il piccolo museo da lei allestito e dedicato al Volto Santo nel centro storico del paese. Infine il rito della consegna della pergamena da parte di padre Carmine Cucinelli, Rettore della Basilica del Volto Santo, a coloro i quali hanno percorso gli ultimi cento chilometri di Cammino con spirito di devozione per giungere fino a qui e guardare il Volto custodito in questo luogo dello spirito.

Un volto che richiama i mille volti incontrati camminando e che sono la ricchezza immensa che questa esperienza così fuori dall’ordinario ci ha dato. Abbiamo vissuto uno speciale tempo, in questi 12 giorni, come ci spiegano qualche giorno dopo in un convegno a Manoppello il Vescovo Bruno Forte e padre Bruno Bignami, “un tempo nel mezzo”, speciale e unico: il tempo del kairos, il tempo del Cammino.

 

ATS Cammino del Volto Santo

Partner Tecnico - C I S C - Centro di Iniziativa Socio Culturale

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.camminodelvoltosanto.com

mobile +39 328 6272852  /  +39 339 2918586