Cocullo

(m 897 s.l.m. – 42° 02’ 02” N – 13° 46’ 33” E) 

Il Comune di Cocullo (L’Aquila), situato sull’estrema propaggini del Monte Catini (m 1319 s.l.m.), nell’alta Valle del Sagittario, conta circa 250 abitanti dediti per lo più all’agricoltura. Il nome viene fatte derivare al termine accadico “gugallu” – “Cocullo” su di un colle, a guardia d del canale Flaturno che s immette nel fiume Sagittario; oppure dal nome “Koukolon” di epoca romana citato da Strabone (in greco: Στράβων, Strábôn; in latinoStraboAmasea, ante 60 a.C. – Amasea ?, tra il 21 e il 24 d.C.) geografo e storico greco.

Tra le emergenze monumentali figurano: la torre medievale in muratura, costruita con blocchi di pietra a base quadrate, che è stata poi adattata come campanile della chiesa di San Nicola, che citata in documenti del XIV secolo, dopo i danneggiamenti subiti per i terremoto del 1915 non è stata mai restaurata. Rimangono pochi resti di interesse architettonico nella facciata, con vari interventi di modifica e su cui si conserva uno stemma sopra il rosone; la chiesa di Santa Maria delle Grazie, che viene fatta risalire al XIII secolo, ma nei secoli più volte modificata. La facciata conserva un rosone, un architrave che riproduce l’Agnus Dei e in due edicole due statue del XVI secolo. Il porale è sormontato da una lunetta ogivale, mentre esiste un secondo portale con  la data del 1552. L’interno, ad unica navata è stata modificata nel 1700, ma s ammirano ancora degli affreschi deel 15000 con la “Deposizione”, la “Crocifissione”, un trittico con Sant’Antonio, la Maddalena e Sant’Amico di S.Pietro Avellana.

Nella parte inferiore del paese sorge la chiesa, che risulta eretta nel 1600, ma ricostruita e ristrutturata nel XX secolo, intitolata a San Domenico, il patrono di Cucullo in onore del quale ogni 1° Maggio (prima la festa cadeva ogni primo giovedì di maggio) si ripete la tradizionale processione del Santo che viene incoronato di serpi dai “serpari” del paese, con un rituale che richiama ogni anno migliaia e migliaia di pellegrini e curiosi. Molti fedeli nella chiesa del Santo compiono il rituale della campanella, tirandola con i denti, per ottenerne la protezione o la guarigione. Un festa da non mancare come esperienza personale, al di là della propria credenza religiosa. Nella frazione Casale, sulla strada che porta ad Anversa degli Abruzzi, dove abitano gran parte dei “serpari” che catturano le bisce (soprattutto colubri e cervoni per la festa del 1° Maggio)  si trova la chiesetta di Santa Maria in Campo, di epoca moderna, senza particolari pregi architettonici. Si ritiene che sia l’abitato che più corrisponda Koukoulo, citato da Strabone.

Il centro storico del borgo si caratterizza per la cinta muraria che circonda il rione di San Nicola in un succedersi di viuzze tortuose, con edifici impreziositi da bifore alle finestre, da botteghe medievali, da portali e case signorili dei secoli passati come quelle delle famiglie Marano e Squarcia. Si possono ammirare, nei pressi della torre medievale, Porta Ruggeri con arco a sesto acuto, così detta dalla famiglia del ramo di quella di Celano; nella parte sud Porta Renovata; e infine Porta di Manno, costruite sulla nuda roccia dello sperone del cocuzzolo su cui è collocato Cocullo.   Alle porte delle paese, in Via della Fonte si trova una fontana a tre arcate a sesto acuto e balaustra, tutta in pietra, nelle forme di epoca medioevale, testimonianza di un passato più prospero. E’apparsa a tutti fuori luogo e oltraggiosa per il paesaggio, una centrale eolica con 12 mastodonti aerogeneratori, per lo più non in funzione.

 

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