Celano

(m 860 s.l.m. – 42° 03’ 05”.3 N – 13° 32’ 51”.9 E) 

“Ricorderò la mattina nei freschi prati ai piedi della città, girando tra gli alti pioppi avvolti dalle viti...le calme sere, così piene di piacevoli avvenimenti...Durante la notte, calma e lucente era la distesa del lago, che sembrava d'argento, sotto la finestra del palazzo al chiarore della luna piena; l'antico castello proiettava le sue lunghe ombre sulla città addormentata »

(Edward Lear "Viaggio attraverso l'Abruzzo pittoresco", 1846).

Insignito de titolo di città con Decreto del Presidente della Repubblica del 25 marzo 1998, il Comune di Celano (L’Aquila), conta circa 11.000 abitanti: si trova a 115 km circa da Roma, a 67 dal’Aquila, a 100 da Pescara, a 13 da Avezzano. Si estende ai piedi della Serra di Celano o Monte Tino (m 1923), compresa nel Parco del Sirente-Velino con parte del territorio comunale, e con cui è collegata dalla strada statale n. 696. Il nome della località abitata dal paleolitico superiore (circa 18.000, mentre quella di Paludi risale all’età del Bronzo, viene fatto derivare da Cele o Coele (da cui Celanum o Coelanum) da vicus Caelanus,da un nome personale Caelus.

Dall’unione del paese con altre comunità della Marsica sorse nel X secolo la Contea di Celano, ce nel 1221 Federico II di Svevia concesse ai Conti di Segni, togliendola al conte Pietro da Celano. Passò ai Berardi, conti dei Marsi, per un breve periodo a Federico d’Antiochia, figlio dell’imperatore svevo, fu conquistato dagli Angioini, poi dagli Aragonesi, quindi dagli Artois.

San Francesco d’Assisi, dopo una permanenza a San Benedetto dei Marsi nell’inverno 1215-1216 in un posto detto “Luogo” (i loche) presso i ruder dell’anfiteatro romano, tornò nella Marsica tra il 1221 ed i 1222 soggiornando a Pescina, Celano e San Benedetto dei Marsi. Il suo primo biografo, San Tommaso da Celano ed anche San Bonaventura da Bagnoregio, riferiscono che San Francesco aveva guarito un cavaliere di Celano che l’aveva ospitato nel proprio palazzo. Da qui sarebbe andato a Pescina fondando il convento a fianco alla chiesa di sant’Antonio da Padova e a Castelvecchio Subequo dove fondò il convento francescano, lasciando una reliquia con il suo sangue ancora conservata. Furono gli Aragonesi, all’epoca del conte Leonello Acclozamora a dettare regole per la transumanza sul cosiddetto Tratturo Regio che partendo da Celano raggiungeva Foggia, base dell’economia celanese per i secoli successivi. Si deve a Leonello Acclozamora ed alla contessa Jacovella, ultima erede dei conti di Celano, una serie di opere tra cui il completamento del secondo mastio e dei tre torroni del casello Piccolomini, ricostruito e restaurato più volte e che costituisce il vanto maggiore della città, la chiesa di san Francesco fortificata e vari interventi di interesse artistico nelle chiese.

Celano è poi appartenuto alla famiglia Peretti, a quella dei Savelli, ai duchi Cesarini-Sfora e successori, alla famiglia Sforza-Cabrera-Bodavilla, fino al 1806, fine del feudalesimo.

L’evento più importante del XIX secolo è stato certamente il prosciugamento del Lago Fucino con lavori iniziati nel 1855 e ultimati nel 1878 con i quali il banchiere Alessandro Torlonia, di Roma, ampliando il progetto dell’imperatore Claudio e utilizzando l’emissario costruito dai romani, acquisì la proprietà di 16.507 ettari di terreno per la durata di 99 anni, lasciando soltanto 2.500 ettari ai comuni che sorgevano sulle rive del lago. Le terre prosciugate, di particolare fertilità sono state tutte trasformate in coltivazioni agricole (patate, carote, ortaggi, barbabietole, con costruzione di strade, abitazioni e aziende agricole, non senza problemi di carattere sociale sindacale descritti dallo scrittore Ignazio Silone  (1900-1978) nel suo romanzo “Fontamara”.

Celano ha subito vari disastrosi terremoti: nel 1695, nel 1706 e negli anni successivi, fino a quelli del 1915 (detto di Avezzano del 13 gennaio, ore 7. 52’ 48” dell’11° grado della Scala Mercalli e magnitudo 7.0 della Scala Richter, che provocò 30.519 morti, di cui 650 celanesi) e del 2009 (detto del’Aquila del 6 aprile ore 6.32), con danni al Castello.

Tra gli episodi d’interesse storico va citato il linciaggio da parte di un gruppo di cittadini ai danni di Francesco Tomei, che tirarono fuori dalla Caserma dei Carabinieri, dove era stato condotto dopo l’arresto per il furto delle reliquie dei santi Simplicio, Costanzo e Vittoriano, patroni di Celano,  compiuto nella notte tra il 29 e il 30 dicembre 1923 nella chiesa di San Giovanni Battista, dandogli fuoco. Di grande clamore fu l’eccidio del 1950. La sera del 30 aprile 1950 rimasero uccisi due braccianti, Antonio Beardicurti e Agostino Paris, nel corso di un attentato, mentre partecipavano a manifestazioni di protesta per il loro diritto al lavoro, che ebbero un seguito il 3 maggio durante i funerali dei due braccianti con un affollato comizio. Quel tragico episodio accelerò i tempi per la riforma agraria del Fucino che portò alla costituzione dell’Ente della Maremma e del Fucino, con l’espropriazione dei terreni al banchiere Torlonia, prima della scadenza dei 99 anni. Il distinto Ente Fucino costituito subito dopo ebbe il compito di riorganizzare in appezzamenti più estesi l’area del lago prosciugato dando notevole sviluppo alla agricoltura marsicana. Tra le emergenze monumentali e storico artistiche da spicco il Castello Piccolomini, iniziato a costruire nel 1398 su commissione del conte di Celano,Pietro Berardi, più volte restaurato e che oggi è sede del Museo d’Arte Sacra della Marsica. Da segnalare tra le architetture civili: Monumento ai Santi Martiri Simplicio, Costanzo e Vittoriano, opera dello scultore Antonio Berti inaugurato nel 1971; Monumento a San Francesco, realizzato da Angelo Canevari nel 1982; Monumento a Fra' Tommaso da Celano, realizzato da Pino Conte nel 1960.

Di particolare bellezza naturale e richiamo turistico le cosiddette Gole di Celano attraversate dal torrente La Foce e note nel medioevo con la denominazione Fauces, lunghe circa 4 chilometri, con pareti rocciose alte fino a 200 metri con strettoie che giungono fino a 3 metri. Il percorso si conclude alla Fonte degli innamorati, cascata d’acqua nei presi d una pineta. Da qui parte un sentiero che porta all’eremo di San Marco alla Foce con un abside scavato nella roccia. Nel territorio comunale sono presenti altre tre sorgenti: dei Santi Martiri (Fontegrande), di San Francesco e la sorgente Pago che alimenta Ovindoli e altri comuni dell’Altopiano delle Rocche. Celano è anche punto di partenza per sentieri naturalistici verso il Parco Sirente-Velino; olre a quello delle Gole, interessante il sentiero del Grifone che porta a Scurcola Marsicana, Ovindoli, Msasa d’Alba e Magliano dei Marsi.

Di rilievo le numerose chiese di grande interesse storico-artistico:

Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, ricostruita ex novo nel XIII secolo dopo le distruzioni di Federico II. Fu completata nel XV secolo. All'interno presenta numerosi stemmi dei conti di Celano. Il pregevole portale è decorato da una lunetta che presenta l'affresco della Madonna con il Bambino posta tra San Giovanni Evangelista e Papa Bonifacio IV. Il rosone presenta al centro la testa del Battista. Le tre navate interne sono divise da pilastri ottagonali. Di particolare interesse sono gli affreschi quattrocenteschi della navata laterale destra; Chiesa di Santa Maria Valleverde, i cui lavori ebbero inizio nel XV secolo per volontà di Leonello Acclozamora eJacovella, conti di Celano. Rappresenta il più mirabile esempio di stile rinascimentale francescano nella Marsica. All'interno si possono ammirare in una delle tre cappelle laterali i dipinti della Vergine di Paolo Zoppare datati 1558. Esposte pregevoli pale d'altare e il coro ligneo risalenti allo stesso periodo. La cripta del Paradiso di forma poligonale presenta luminosi affreschi della metà del cinquecento. Si tratta di sette scene della Passione (attribuite a Paolo Zoppare) che coronano la tavola che raffigura il Cristo che si avvia al calvario, opera attribuita a Giovanni Antonio Bazzi[ Molto interessanti anche l'araldica della chiesa e il chiostro che presenta pilastri in pietra ed un elegante loggiato ad archi. Pitture a lunetta impreziosiscono le pareti. Nel giardino sono poste una fontana e la statua di San Francesco. È presente al piano superiore del convento una fornita biblioteca con la collezione "Pietro Antonio Corsignani" e il connesso museo ricco di opere sacre. Chiesa di Santa Maria delle Grazie, dell'XI secolo era nota nel medioevo con il nome di Sancti Joannis Caputaquae (San Giovanni Capodacqua). In origine però fu fondata come chiesa di San Giovanni Evangelista. Sotto il pavimento è stata attestata l'esistenza di un antico cimitero urbano. L'ossario è visibile nella cappella delle Anima Sante. Pregevoli i due portali e il rosone. L'interno presenta tre navate e l'altare cinquecentesco ligneo; Chiesa di San Francesco, risalente al 1345, realizzata per volontà di Jacovella in onore di San Francesco d'Assisi che visitò nel XIII secolo la cittadina castellana. Di particolare bellezza il portale e la lunetta che raffigura la Madonna con il bambino fra San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova. L'aspetto interno è tardo barocco, del XVIII secolo; Chiesa di Santa Maria in Fonte Coeli, (denominata anche La Madonnina, in origine nota anche con il nome di Foragini), risale al XVII secolo. È posta in località Costa Madonnina nelle adiacenze del centro della città; Chiesa di Sant'Angelo, nota in passato anche con il nome di chiesa di San Michele Arcangelo risale al XIV secolo. Fu completata nel secolo successivo. È situata ai piedi del castello Piccolomini in pieno centro storico di Celano ed è sede della più antica confraternita celanese, l'arciconfraternita del Sacro monte di Pietà del 1581. L'interno barocco presenta cinque altari in marmi policromi ed un antico organo a canne del XVIII secolo; Chiesa della Madonna del Carmine, edificata nel 1573 per volontà di Costanza Piccolomini. Di stile tardo-barocco presenta una navata e sei altari; Chiesa di San Rocco situata in piazza Aia (l'antica piazza Lefraini), fu edificata anch'essa per volontà di Costanza Piccolomini; Chiesa del Sacro Cuore, aperta al culto nel 1962 è situata nel rione Vaschette; Chiesetta di San Leonardo, edificata dagli alpini celanesi nel 1976 ai piedi del monte San Vittorino; Chiesa Regina della Pace a Borgo Strada 14; Chiesa del Cuore Immacolato di Maria a Borgo 8000.

Eventi annuali: 17 gennaio: festa di Sant'Antonio Abate; Primo maggio: fiera del primo maggio dedicata all'allevamento e al bestiame; Seconda metà di maggio: festa di Santa Rita; 13 giugno: festa di Sant'Antonio da Padova; 24 giugno: festa di San Giovanni Battista; 15 agosto: festa dell'Assunta; 24-25-26 agosto: festa patronale dei Santi Simplicio, Costanzo e Vittoriano; Venerdì Santo celebrazioni religiose e processione delle sette confraternite. Le addolorate e le veroniche, gli angeli e i santi intonano canti polifonici; Primo novembre: riti devozionali con veglia notturna al cimitero; Triennale internazionale d'arte sacra: si svolge dal 1963 nei locali del trecentesco castello Piccolomini. Ospita affreschi, dipinti, sculture, oggetti di arte sacra e ambientazioni dell'architettura antica; Palio delle Torri: rievocazione storica medievale che si svolge nel centro storico e prevede tornei tra le torri celanesi del lupo, dell'aquila, del falco e dell'orso; Bastioni e Bastimenti: excursus culturale e gastronomico nel centro storico di Celano tra i sapori antichi e genuini col fine di valorizzare il patrimonio artistico, musicale, culturale della Marsica

Da visitare: Museo d'arte sacra della Marsica, istituito nel 1992, ospitato all'interno del Castello Piccolomini di Celano. Presenta due sezioni, quella dedicata all'arte sacra della Marsica con affreschi, dipinti, elementi architettonici e oggetti di arte sacra che spaziano dal VI al XVIII secolo e quella archeologica che raccoglie i numerosi materiali tornati alla luce dopo il prosciugamento del lago Fucino. Museo archeologico preistorico Paludi, che ha sede in una struttura espositiva situata nella piana del Fucino, realizzato nel luogo del ritrovamento di un insediamento lacustre palafitticolo denominato "Paludi" (XVII-X sec a. C.). Negli spazi espositivi sono conservati ed esposti i reperti di età preistorica e protostorica tornati alla luce nel territorio marsicano ed abruzzese. Reperti neolitici e di necropoli dell'età dei metalli ed altri rinvenimenti risalenti all'età della pietra sono in esposizione permanente. Il museo è dotato di una sezione multimediale che permette di ripercorrere i profondi mutamenti territoriali che si sono verificati dopo il prosciugamento del lago Fucino; Biblioteca e museo di Santa Maria Valleverde, posta al piano superiore del convento della chiesa di Santa Maria Valleverde, presenta la collezione "Pietro Antonio Corsignani" e ben 1000 titoli tra cui preziosi tomi e volumi. Il connesso museo è ricco di opere d'arte ed opere sacre sia relative al convento celanese sia ai conventi abruzzesi chiusi appartenenti allo stesso ordine francescano. Nello spazio espositivo sono ospitate, tra l'altro, una scultura di Carlo Canestrari, una Madonna lignea del 1500 e il dipinto del Quattrocento della Vergine di Andrea De Litio; antichi ricami degli stemmi nobiliari, la campanella originale risalente alla fondazione del convento,opere di collezionisti privati e quelle di Giulio Ricci, noto ceramista del Novecento.

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Contatto per informazioni turistiche

http://www.comune.celano.aq.it/