Castiglione a Casauria

(m 350 s.l.m. – 42° 14’ 13” N – 13° 53’ 54” E)

Castiglione a Casauria (Pescara), Comune di 849 abitanti compreso nella Comunità Montana Vestina, nel cui territorio sorge l’Abbazia di San Clemente a Casauria, ritenuto tra i più  artistici edifici monastici d’Abruzzo.

All’Abbazia fatta costruire nell’871 dall’imperatore Ludovico II, pronipote di Carlo Magno, quale voto fatto mentre era prigioniero nel ducato di Benevento, era stata dedicata alla Santissima Trinità, ma fu intitolata a San Clemente, quando nell’872 vi furono traslate le reliquie da Roma, è collegato il Chronicon Casauriense, o Liber instrumentorum seu chronicorum monasterii Casauriensis, una raccolta di cronache medioevali riguardanti l'Abbazia dagli anni 866 e 1182, redatto verso la fine del XII secolo. La sua compilazione si deve al monaco Giovanni di Berardo (Johannes Berardi) che agì su impulso dell'abate Leonate. L'opera, scritta sul recto e verso di 272 fogli di pergamena è tramandata da un codice autografo che fu materialmente scritto da un autore che si firma come magister Rusticus, responsabile anche delle illustrazioni con lievi disegni a penna e classifica complessivamente 2.153 documenti. Presente a Napoli dall'inizio del XV secolo durante il regno aragonese, passò in possesso di Carlo VIII di Francia in occasione della sua spedizione in Italia nel 1494 ed è attualmente conservato presso la Biblioteca Nazionale di Parigi. La Regione Abruzzo ne ha fatto delle copie numerate “facsimili” donate a tutte le Biblioteche abruzzesi. 

L’Abbazia è stata soggetta nel corso dei secoli, a numerosi saccheggi: i Saraceni nel 920 e, nel 107  e distrutta da Hugues Maumouzet, conte normanno di Manoppello. L'abate benedettino Grimoaldo intraprese la ricostruzione della chiesa che fu riconsacrata solennemente nel 1105. I lavori di ricostruzione terminarono solamente nella seconda metà del XII secolo sotto la conduzione dell'abate Leonate. L'abbazia divenne ricca e potente grazie alle donazioni di Ludovico II e i suoi successori; in seguito col denaro accumulato seppe acquistare territori, potendosi permettere di nominare propri vassalli. Era poi in una posizione strategica perché quelle strade erano vie molto frequentate dai pellegrini che si recavano a Roma, a Gerusalemme e in altre località.
Nel 1348 subì gravi danni a causa del terremoto. Si perdettero splendidi particolari architettonici. Nel restauro che si fece della chiesa cento anni dopo il terremoto, molte parti non cadute vennero soppresse o mascherate da nuove costruzioni.

Dopo un periodo di decadenza l’Abbazia andò sempre più perdendo d’importanza fino a quando Ferdinando IV ordinò tra il 1797 ed il 1807 la vendita di tutti i suoi beni.

Nel 1852 fu affidata ai Frati Minori che a seguito delle leggi di soppressione degli ordini religiosi furono costretti ad andarsene, per cui nel 1866 l’Abbazia divenne proprietà del Comune di Castiglione a Casauria. Abbandonata e depredata di tutto il suo patrimonio artistico, si deve a Pier Luigi calore che la scoprì nel 1887 e “fece il proposito di salvare il tempio”, riuscendoci anche con il sostegno di tutti gli uomini di cultura abruzzesi e non.

La facciata è preceduta da un portico a tre fornici, detto esonartece, (il centrale a tutto sesto e i laterali a sesto acuto) con colonne e capitelli istoriati; dentro si aprono i tre portali che danno accesso alla chiesa che hanno lunette decorate ed archivolti a "ferro di cavallo". La lunetta e l'architrave del portale centrale sono scolpite con immagini relative alla fondazione dell'abbazia: la donazione di Ludovico II, il trasporto delle reliquie e la donazione da parte dell'Imperatore ai monaci dell'Insula Piscarensis. La porta centrale è in bronzo, ed è costituita da 72 formelle perlopiù con motivi ad intreccio aniconici di influenza araba e bizantina. Ai lati sono raffigurati, in forma standardizzata, 14 formelle che rappresentano i castra sottoposti all'abbazia, ognuna corredata dal nome del borgo. L'interno è composto da tre navate con abside semicircolare, che conducono al pulpito. L'altare maggiore è costituito da un sarcofago paleocristiano, sormontato da un ciborio del XIV secolo. Nella cripta due recinti absidali dividono le zone della chiesa primitiva da quella ricostruita dai Benedettini nel XII secolo.Danneggiata durante il sisma aquilano del 6 aprile 2009, l'abbazia è stata sottoposta a lavori di restauro terminati l'8 aprile 2011 con la riapertura della struttura.

Castiglione a Casauria vanta anche altri monumenti.

L’antico Palazzo De Petris, del quale resta l’imponente portale a tutto sesto ornato da grosse bugne a punta di diamante; l’edificio dopo essere stato abbandonato, semidistrutto e cadente , è stato sottoposto ad un progetto di recupero e restauro che ha già ridato al paese parte del palazzo, in attesa di altri lavori.

Altri edifici di culto sono: la chiesa di san Francesco, con portale del 1345 ad arco acuto, l’interno ad una navata, dove si è conservato a lungo un altare ligneo del 1500. L’antico convento adiacente è stato trasformato in abitazione civile.

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta è stata costruita al precedente edificio del quale rimane il campanile a vela in blocchi di tufo, alla cui base si legge la data del 1690, mentre sula fiancata destra è rimasto un antico portale ogivale. La facciata, con portale in pietra in stile barocco con ornamenti scultorei, pilastri e colonnine disposte a strombo, capitelli a foglie d’acanto, è a una sola navata a croce latina con ampie cappelle laterali in stile barocco, con pregevoli tele del 1700 e un antico crocifisso del XVV secolo di scuola napoletana. La campata che precede il presbiterio è sovrastata da una cupola ribassata con affreschi di Giuseppe Corvi del 1844. Interessanti il busto di San Biagio, patrono del paese in legno su piedistallo in stile barocco intagliato a foglie sinuose e la statua di S. Emidio, in cartapesta.

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Contatto per informazioni turistiche

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