Arsoli

(a m 470 s.l.m. 42°02’ N – 13°01’ E,)

Comune, (si pronuncia Àrsoli, Arzùli in dialetto locale) 1.616 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale.E’ posto a confine con l’Abruzzo nel territorio montano dei Simbruini.

Appartenuto fino al 1536 alla famiglia Passamonti, il paese fu venduto alla famiglia Zambeccari, perché spopolato per l’invasione dei Lanzichenecchi e dopo che Amico Passamonti era stato ammazzato barbaramente da Marzio Colonna, la cui famiglia aveva posseduto il feudo dal 1495 al 1502. Il disinteresse mostrato dalla famiglia Zambeccari aveva ridotto in condizioni pietosissime Arsoli insieme ed altre vicende di guerra all’epoca di papa Paolo IV dei Carafa (già vescovo e arcivescovo a Chieti) ne avevano aggravato la situazione. Si deve a San Filippo Neri la salvezza del paese quando, quale confessore e direttore spirituale del principe Fabrizio Massimo, lo convinse ad acquistare Arsoli firmando l’atto il 30 ottobre 1574, davanti al notaio Prospero Campano, con Flaminio Zambeccari.

Fabrizio Massimo si preoccupo di rifare la chiesa e riordinare i benefici ecclesiastici, rilanciando il paese, emise decreti per l’amministrazione equa della giustizia, fece costruire un nuovo acquedotto per il paese e la rocca.

Le emergenze monumentali del paese, dove ha vissuto per molti anni lo scrittore, poeta e drammaturgo Luigi Pirandello (1867-1936) sono: il Palazzo S. Bartolomeo, sede del Comune, con annessa chiesa barocca e il teatro interno con un sipario del 1910 ed un quadro del pittore Alessandro Morani, uno dei 25 della Campagna Romana , realizzato nel 1912. La Cappella di S. Rocco con affreschi del ‘500 e memorie graffite relative ad oltre un secolo di storia La Chiesa di S. Lorenzo, risalente al ‘400, nel cui interno sono conservate le colonne dell’Arco di trionfo eretto nel 1789 in occasione del passaggio del Papa Pio VI ed una serie di affreschi dei quali è in corso il restauro. La Chiesa parrocchiale del SS. Salvatore costruita nel 1680 su disegno di G. Della Porta; nell’interno sono da ammirare una Trasfigurazione attribuita al Domenichino, due Stazioni della Via Crucis, la Caduta sotto la Croce e la Flagellazione, del ‘600 di autore ignoto, una lunetta di Marco Benefial del 1745, raffigurante il Miracolo di S. Filippo Neri, una copia della Sacra Sindone eseguita nel 1635, il quadro di N.S. di guadalupe incastonato nella Macchina processionale del 1856, la Cappella del Sacro Cuore, altri quadri,un organo del ‘600, un plpito monumentale in legno ed un artistico Fonte battesimale. Il Castello Massimo costruito sul finire del sec. X e restaurato nei secoli successivi fino al restauro definitivo del 1872; vi si possono ammirare un salone affrescato da M. Benefial nel 1750, la sala da pranzo con affreschi attribuiti agli Zuccari del 1557 e di Giovanni Antonio Macci del 1700, letti a baldacchino preziose raccolte di armi antiche e moderne, numerosi quadri e la Cappella di S. Filippo Neri con facciata cosmatesca, nel giardino pensile; al castello è annesso un vasto parco con giardino all’italiana ed un lussureggiante bosco al centro del quale si può ammirare la statua della Dea Roma rinvenuta negli scavi del Colle Quirinale. Il complesso viene usato per riprese cinematografiche, matrimoni, conferenze e manifestazioni varie. Nel Palazzo S. Filippo Neri, in Piazza Valeria, al piano terra si può visitare il centro di ricerca e documentazione della civiltà contadina con raccolta di antichi attrezzi di lavoro, interessanti documenti ed attrezzi processionali.

Il centro storico è caratterizzato da una serie di palazzi antichi ed importanti : Palazzi Gaddi , Marcelli e Sciarra nel Borgo S. Bartolomeo e Ceas-Bernardini , Scaramella Manetti , Asilo S. Filippo Neri, Passeri e La Guardiola in Piazza Valeria, nella quale sono collocate una Colonna miliare, il 38° miglio della via Valeria, ed una fontana ottagonale risalente al 1582 epoca dalla costruzione dell’acquedotto; l’impianto urbanistico e le preziosità architettoniche valserro ad Arsoli l’appellativo di “Piccola Parigi” da parte dello scrittore L. Pirandello.

All’esterno si può passeggiare nei percorsi del “Fosso del diavolo” dove si possono ammirare i massi della femmina morta, le cascate del fosso bagnatore e incantevoli scorci panoramici; il percorso delle “Are” percorrendo il quale si possono vedere aie per la battitura del grano, cippi confinari tra lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie, una carbonaia e una panoramica delle valli dell’Aniene e del Turano.

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